
E che c'è un ostacolo costante che mi impedisce di realizzare i miei progetti.
Che siano buoni o cattivi, che superino o meno gli esami più duri, che abbiano o meno persone pronte a giurare che si tratti di un'ottima idea, i miei progetti personali non vanno mai in porto...
Si parlava di un laboratorio di fotografia e intercultura: ottima idea! ci piace, ti aspettiamo tra una settimana.
Passa una settimana e io sono lì. Ho svolto il mio compitino, nei tempi e nei modi stabiliti, una donna gentile mi aspetta all'appuntamento. Sono sorti dei problemi... Non si può più fare, non ora... A me piace la tua idea, spero che un giorno si possa realizzare...
Volevo dirle: non ti preoccupare, succede sempre così, di certo non dipende da te, da voi, ci deve essere un errore che continuo a fare e rifare. Non mi fa neanche più male, mi fa sorridere orami. E' che sono testarda, è che continua imperterrita a seguire le idee che mi passano per la testa.
Dovrei sedermi ad un tavolo seria e cominciare a cercare l'errore, invece di andare sempre dritta per le strade che scelgo senza pensare davvero ad obiettivi da raggiungere. Solo strade che procedono da un tempo ad un altro.
STRUTTURA DEL LABORATORIO
Ogni ciclo si articola in tre incontri:
1° incontro:
LA VISIONE UMANA E LA MACCHINA FOTOGRAFICA
Questo prima incontro mette l’accento sulla visione come esperienza umana, che ci accomuna tutti, e sulla trasmissione di nozioni e tecniche utili per la realizzazione di fotografie.
2° incontro:
LE IMMAGINI
Nel secondo incontro si mostrano immagini che mettono in risalto le tecniche fotografiche su cui si è lavorato nel primo incontro e che ritraggono differenti ambiti culturali.Le attività saranno volte all’acquisizione della capacità di lettura delle immagini da differenti punti di vista: tecnico, estetico, antropologico.
3° incontro:
RIELABORAZIONI DELLE IMMAGINI
Nel terzo incontro si stimoleranno i bambini a produrre immagini, facendo propri i contenuti tecnici e iconografici acquisiti nei precedenti incontri e rielaborandoli in maniera soggettiva.
1° CICLO
1° incontro
Prima parte:
... e via così...